
Finale Nazionale U17 Ecc. Cantù-Reggio Emilia e Trento-Ferrara sono le semifinali a Chiusi
21/06/2025
Under 17 Eccellenza: i gironi della fase interregionale 25/26
19/03/2026La Next Gen Under 19 Femminile rappresenta una delle principali novità della stagione 2025/2026: una manifestazione nata dalla collaborazione tra Federazione Italiana Pallacanestro e Lega Basket Femminile con l’obiettivo di alzare il livello del confronto tra i migliori vivai italiani.
La formula prevede due tappe di qualificazione — la seconda in programma dal 13 al 15 marzo 2026 — con dodici squadre suddivise in tre gironi da quattro. Ogni formazione disputa tre gare per un totale complessivo di sei partite per girone. Al termine di questa fase, le migliori otto accedono alla Final Eight, in calendario dal 28 al 30 maggio 2026, dove verrà assegnato il titolo della prima edizione.
Alle undici squadre selezionate tramite ranking — costruito su criteri come categoria della prima squadra, partecipazioni alle Finali Nazionali e numero di atlete convocate nelle Nazionali giovanili — si aggiunge la SSN Next Gen Team, un roster gestito dal Settore Squadre Nazionali e composto dalle atlete più interessanti selezionate dalle società al di fuori di quelle aventi diritto.
La prima tappa, disputata tra Chiusi e Chianciano Terme, ha delineato un quadro già significativo:
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Girone Verde: Costa Masnaga 6 (3-0); SSN Next Gen Team 4 (2-1); Faenza 2 (1-2); Battipaglia 0 (0-3)
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Girone Bianco: Geas Basket Academy 6 (3-0); Futurosa Basket Trieste 4 (2-1); Magnolia BK Campobasso 2 (1-2); Horus Padova 0 (0-3)
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Girone Rosso: Reyer Venezia 4 (2-1); Libertas Moncalieri 4 (2-1); BK Roma 2 (1-2); Firenze Basketball Academy 2 (1-2)
Tra le squadre imbattute — insieme al Geas — c’è il Basket Costa Masnaga, da cui parte il viaggio alla scoperta delle protagoniste della competizione.
Una storia costruita nel tempo
Le tre vittorie in altrettante partite nella prima tappa confermano il ruolo di primo piano di Costa Masnaga, attualmente terza nel ranking nazionale alle spalle di Reyer Venezia e Geas. Un posizionamento che affonda le radici in una storia lunga oltre mezzo secolo.
Le origini del club sono lontane dal professionismo: nasce infatti dall’iniziativa quasi amatoriale di un gruppo di giocatori alla ricerca di una divisa. L’incontro con un orefice si rivela decisivo: la moglie, ex giocatrice, spinge per la creazione anche di una sezione femminile, dando il via a un percorso destinato a crescere rapidamente.
Negli anni successivi, la società si struttura, si affilia alla FIP e, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, prende parte ai primi campionati federali. Fin da subito emerge quella che diventerà la cifra distintiva del club: lo sviluppo e la formazione delle sue giocatrici.
Per circa un decennio Costa milita stabilmente in Serie C, mentre sotto traccia costruisce le basi del proprio futuro. Il rafforzamento del minibasket e del settore giovanile porta a una crescita costante che culmina in un ciclo straordinario: quattro promozioni in cinque anni.
Nel 1995 arriva il traguardo storico della Serie A, accompagnato addirittura dalla qualificazione alle coppe europee. Un sogno però breve: la mancanza di sponsor costringe il club a fare un passo indietro. È qui che emerge la solidità della filosofia societaria: ripartire dal vivaio.
Il modello Costa: formazione prima di tutto
Negli anni successivi, Costa Masnaga ricostruisce il proprio percorso attraverso il lavoro sui giovani. Le promozioni — dalla B regionale alla B d’Eccellenza nel 2006/2007 — sono la conseguenza diretta di un’identità mai abbandonata.
“Coerenza e programmazione sono state da sempre le fondamenta del nostro agire”, sottolinea Fabrizio Ranieri, amministratore delegato del club. Dal 1996, il focus è sulla formazione delle atlete, mentre negli ultimi quindici anni è stata rilanciata anche l’attività maschile, senza differenze di genere.
I risultati più importanti arrivano però dal settore femminile. Il percorso culmina con la promozione e, nel 2019, con la doppietta Coppa Italia e campionato di A2, ottenuta ribaltando la sconfitta dell’andata contro Alpo grazie ai 28 punti di Giulia Rulli e al canestro decisivo di Francesca Frustaci.
Dalla Serie A al ritorno alle origini
Il ritorno nella massima serie rappresenta un punto di svolta, ma anche una riflessione. Dopo tre stagioni in A1 — arricchite da partecipazioni ai playoff e a una Final Eight di Coppa Italia contro realtà come Reyer Venezia, Virtus Bologna e Famila Schio — la società decide di cedere i diritti e ripartire dalla A2.
Una scelta controcorrente ma coerente: senza le risorse per competere ai massimi livelli, meglio tornare a un contesto in cui valorizzare le giovani.
Il lavoro del vivaio continua infatti a produrre talenti per la Serie A e non solo: tra le giocatrici cresciute o passate da Costa figurano nomi come Spreafico, Frustaci, Colognesi e Spinelli, oltre alle esperienze NCAA di Toffali, Gorini e Piatti. Una lista che ovviamente non può prescindere dalle gemelle Eleonora (anch’ella negli States) e Matilde Villa (regista della Reyer e della Nazionale), protagoniste insieme a Beatrice Caloro (promossa in A1 con Roseto dopo aver battuto in finale proprio Costa) e Cristina Osazuwa (nuovamente in forza al Geas dopo una stagione in A2 da autentica protagonista con la Limonta da 12.4 punti e 10 rimbalzi per sera), dello scudetto Under 19 del 2022 vinto nettamente (83-45) in finale contro la Reyer Venezia. Una nidiata le cui meritevoli prestazioni sono valse anche la recente convocazione del ct Azzurro Andrea Capobianco per il raduno della Nazionale Green Team, dove a Roma dal 15 al 17 Dicembre si ritroveranno le ex Costa Colognesi, Spinelli, Osazuwa, Caloro, Bernardi, oltre a N’Guessan che è parte integrante del roster attuale.
Il successo non è casuale: nasce da un investimento importante nello staff tecnico e sanitario, la cui responsabile comunicazione è Masha Maiorano, quasi 1000 punti con Costa e oltre 280 presenze complessive in A1. L’ampliamento citato prevede l’inserimento a tempo pieno di dieci allenatori e istruttori ad incrementare uno staff tecnico già di assoluta qualità, il cui lavoro prosegue ininterrottamente tutto l’anno.
Allenatori come Gabriele Pirola, Paolo Seletti e Luca Andreoli incarnano questo modello, capace di coniugare sviluppo individuale e risultati.
I numeri parlano chiaro: 17 podi giovanili consecutivi in sette stagioni e diversi titoli nazionali, a cui si aggiunge anche il Jr. NBA FIP U13 Championship 2024, che ne certificano una presenza non più solo circoscritta alle annate più giovani, rendono Costa una realtà ormai solida e capace di crescere grazie a costanti presenze in manifestazioni internazionali, ma anche passando attraverso alcune cocenti delusioni maturate spesso al fotofinish. La prima stagione del nuovo corso in A2 si chiude con una sconfitta in finale esattamente come quella passata, dove le biancorosse chiudono al primo posto la prima fase, ma vedono intanto sfuggire di un punto la Coppa Italia vinta da Empoli (74-75). Il parquet è sempre quello del PalaMaggetti di Roseto, dove le Panthers completano l’upset e battono la Limonta anche in gara 2 di finale, dopo essere tornate dalla Lombardia con il primo punto nella serie.
Il presente: una squadra giovane e ambiziosa
Per la stagione 2025/2026 la guida tecnica passa a Facundo Bereziartua, giovane allenatore argentino già vice a San Martino di Lupari. La filosofia resta invariata: spazio alle giovani e crescita progressiva.
Tra i profili emergenti spiccano le azzurre Under 18 Emma Volpato e Giulia Pirozzi, oltre a Marta Moscarella Contreras, reduce dai quattro scudetti giovanili vinti a Campobasso. Accanto a loro, giocatrici più esperte come Patricia Brossman e la estone Teder garantiscono equilibrio. La solida prima parte di stagione da top scorer della Limonta (14.5 punti e quasi 10 rimbalzi per gara) è valsa alla giocatrice colombiana anche una nuova chiamata dalla Nazionale maggiore in vista del torneo pre-mondiale di Lione: “Qui posso avere molto più responsabilità e giocare da protagonista un campionato in cui so di dover dare sempre il massimo, ho scelto Costa perché mi ha offerto ciò di cui più avevo bisogno per portare avanti il mio processo di crescita”, commenta l’ex Magnolia, che ha già indossato la canotta senior della Colombia nei campionati americani estivi chiusi con 5 punti in oltre 16 minuti di media. Le tre atlete sono andate sempre in doppia cifra e chiuso tra le migliori per valutazione 10 la prima tappa della Next Gen, classifica che Moscarella Contreras comanda insieme a quella dei rimbalzi (19 per gara), mentre altrettanto degna di menzione è la prestazione da 28 punti con 8/12 da tre punti di Pirozzi nella sfida conclusiva del weekend toscano con Battipaglia.
Il gruppo si distingue anche in Serie A2, dove Costa guida il proprio girone e arriva da una lunga striscia positiva, confermando la bontà del lavoro.
L’impatto nella Next Gen
L’esperienza accumulata nei campionati senior si è rivelata decisiva nella prima tappa della Next Gen, chiusa con tre vittorie su tre. Successi arrivati contro avversarie diverse per caratteristiche, ma sempre gestiti con maturità.
Coach Bereziartua sottolinea il valore della competizione: un contesto utile per mettere in pratica il lavoro svolto durante l’anno, contro pari età che condividono percorsi simili.
“E’ stato un evento solido e strutturato nonostante si trattasse della prima edizione assoluta, che a noi è tornato utile per mettere in pratica quello che insegniamo alle nostre ragazze impiegate nei campionati senior e potendolo fare contro coetanee come Baldassarre, Zanetti o Ciuffoli che vivono nelle loro società d’appartenenza il medesimo percorso di crescita rispetto a campionati regionali giovanili che non offrono lo stesso livello di competitività — spiega — il nostro atteggiamento è stato positivo e ci ha permesso di mostrare una pallacanestro in linea con la nostra idea, pur posticipando la partita di campionato e dovendoci sottoporre ben volentieri ad un tour de force da quattro partite (tutte vinte) di A2 in dodici giorni, reso possibile dal grande spirito di sacrificio delle ragazze, che vanno lodate per questo”.
Il tecnico sudamericano è stato scelto da Costa per proseguire sul solco tracciato dalle gestioni precedenti e ribadisce quale sia la filosofia alla base del club in provincia di Lecco: “Abbiamo l’opportunità di esprimerci come coach ed atlete senza la pressione di sbagliare qualcosa o correre il rischio di non raggiungere per forza un obiettivo prefissato, possiamo lavorare con fiducia e proporre idee ed opportunità a giocatrici che forse non sono così pronte nell’immediato, ma sono qui per mettersi alla prova con un tipo di percorso che ha già portato tante atlete cresciute nel club ad approdare in A1, oltre che far costantemente parte delle Nazionali giovanili”. Un concetto ed una proposta tecnica che sono emersi in maniera evidente soprattutto in alcuni frangenti delle prime tre sfide: “Un campionato intenso come la Serie A2, così come il confronto quotidiano con le giocatrici straniere del club, ci ha permesso di sfruttare un ritmo ed una conoscenza del gioco superiore alla norma per ragazze di 18 anni, che pur al cospetto di avversarie coetanee, hanno beneficiato di questa esperienza – rimarca Bereziartua – Costa ci offre un’opportunità non dovuta, che non è concessa ovunque e permette alle giocatrici di restare in campo anche dopo un errore, potendo assumere responsabilità che altrove non sono possibili magari per la partecipazione alle coppe o la presenza di giocatrici straniere di spessore, ma che se viene sfruttata appieno, senz’altro ti instrada in maniera positiva verso il futuro”.
La voce dello spogliatoio
A rappresentare il gruppo è la capitana Giulia Olandi, playmaker al terzo anno in biancorosso. Il suo minutaggio in A2 è in crescita, così come la consapevolezza nei propri mezzi.
”Il calendario ci ha proposto molto prima del solito una nuova manifestazione giovanile della quale eravamo tutte molto curiose, che ci ha dato l’opportunità di dimostrare il valore della nostra squadra e permette di distribuire meglio le energie tra le due tappe di qualificazione rispetto alla settimana senza pause delle Finali Nazionali. Abbiamo disputato tre partite molto diverse tra loro, il debutto con Faenza è stato il più difficile, perché si trattava dell’esordio nella Next Gen giocando in campo neutro, ma ci ha permesso di rompere il ghiaccio, mentre contro il Team della Federazione, squadra fisicamente più strutturata di noi, abbiamo potuto sfruttare la nostra velocità e la terza partita in tre giorni con Battipaglia è stata senz’altro più dispendiosa sotto l’aspetto delle energie. Durante la settimana, tuttavia, il nostro livello d’intensità con le giocatrici senior si eleva e questo ci ha permesso di sfruttarlo anche alla Next Gen”.
Il bilancio personale è positivo: più fiducia, maggiore responsabilità e un ruolo tecnico evoluto, spesso lontano da canestro. Ma l’obiettivo resta collettivo: dimostrare il valore della squadra attraverso un’identità di gioco precisa.
Tra identità e ambizione
Costa Masnaga si presenta così alla seconda tappa della Next Gen con certezze consolidate: una struttura solida, una filosofia chiara e un gruppo giovane ma già competitivo.
Tradizione e innovazione continuano a convivere in un modello che, da oltre cinquant’anni, rappresenta una delle eccellenze della pallacanestro femminile italiana.
E, anche in questa nuova competizione, il messaggio è lo stesso di sempre: crescere per vincere, senza mai perdere la propria identità.
Articolo tratto dal sito della FIP scritto da Donatello Viggiano




